PRONE POSITIONING: From basic concepts to practice

This article was first written during the outbreak of the SARS-CoV-2 pandemic, even though at the time the contagion is decreasing, I still think it’s very important to offer a small summary of the theory and techniques used during the process of prone positioning in patients affected with ARDS (Acute Respiratory Distress Syndrome). The prone position involves positioning the patient ventral side down and dorsal side up.

The main question is: why do we prone position patients that are affected by ARDS?

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Noninvasive Ventilation: how to start?

Instructions for the reader:

The text contains elements of the little experience I have. It can, therefore, be perfectly questionable, especially the units and data that emerged from literature.

All ventilation settings are under medical supervision and approval (for lovers of nursing diagnosis, this is a collaborative problem). Since certain aspects are strongly linked to local resources and “attitudes”, the interface types and ventilator models will not be discussed.

In recent decades the efficiency of NIV (Noninvasive ventilation) has been used for several clinical conditions, such as cardiogenic pulmonary edema, exacerbation of the COPD, and acute respiratory failure in immunocompromised patients.

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La ventilazione umanizzata

Oggi abbiamo il piacere di proporre un contributo offerto a Triggerlab da un caro collega, Sergio Calzari, che lavora nella terapia intensiva dell’Istituto Cardiocentro del Ticino, Lugano (CH). Sergio è impegnato nell’umanizzazione delle cure in terapia intensiva e nella ricerca di strumenti in grado di combattere la Post Intensive Care Syndrome (PICS). A tal proposito si consiglia il suo sito web postintensiva.it. In questo post Sergio reinterpreta in chiave “umanizzata” la ventilazione meccanica. Buona lettura.

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Reverse Triggering

English version edited by Giulia Azzini, Rn, Intensive Care Unit, Department of Anaesthesiology, Emergency and Intensive Care Medicine (DAEICM), Ente Ospedaliero Cantonale (EOC), Bellinzona, Switzerland.

In order to understand this asynchrony, it is important to know the meaning of ” Entraiment”. In physics, this term defines the phase and the timeline of a periodic external output. In a neuroscientific field, “entrainment” is when the cerebral waves show a superimposable oscillation on a periodic external stimulus. For example, exposure to music can cause a “respiratory entrainment” in the respiratory area of expertise attributed to a permanent and repetitive reaction between neural respiratory cycles distributed by the ventilator.

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Aerosol terapia durante ventilazione meccanica. Parte 2

A cura di Alice Galesi

Nella prima parte dell’articolo, (clicca qui per il rimando alla parte 1), sono stati descritti i sistemi di nebulizzazione. Oggi, si presentano i fattori relativi al ventilatore e al circuito del ventilatore per capire come questi influenzano l’erogazione di aerosol durante la ventilazione meccanica.  

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REVERSE TRIGGERING

Yin e Yang: l'integrazione degli opposti, significato e importanza

REVERSE TRIGGERING

Prima di approfondire questa asincronia è necessario comprendere il significato di “entrainment”. In fisica questo termine si riferisce all’allineamento della fase e del periodo di un sistema oscillatorio non lineare, con la fase e il periodo di un input esterno periodico. In ambito neuroscientifico si parla di entrainment quando le onde cerebrali mostrano un’oscillazione sovrapponibile ad uno stimolo esterno periodico, come ad esempio la musica. In fisiologia respiratoria “respiratory entrainment” si riferisce ad una relazione fissa e ripetitiva tra i cicli respiratori neurali ed i cicli respiratori meccanici erogati dal ventilatore. Questo fenomeno è conosciuto in studi su animali sedati e in persone sane negli stati di veglia, sonno e durante anestesia.1

Nel 2013 è stato osservato per la prima volta l’entrainment respiratorio in pazienti critici sottoposti a ventilazione meccanica e questo pattern respiratorio è stato definito “reverse triggering”, in cui le contrazioni del diaframma sono apparentemente innescate dall’insufflazione del ventilatore con rapporti differenti (1:1; 1:2; 1:3) e con diversi fenotipi (precoce, medio e tardivo).2,3

La patogenesi, non ancora del tutto nota, è data dalla probabile attivazione di riflessi polmonari vago mediati, insieme ad influenze corticali e sub-corticali.3

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Nuova collaborazione: infermieristica journal

Infermieristica Journal

Siamo lieti di annunciare ai lettori di Triggerlab una nuova e preziosa collaborazione con infermieristica journal (ij). Perchè credere in questo nuovo progetto? Di seguito sono spiegati i diversi motivi che ci spingono a collaborare ad un progetto che si prodiga per offrire un grande contributo per la ricerca e la formazione infermieristica italiana.

Infermieristica journal nasce da un team internazionale di infermieri provenienti dalle diverse aree della professione. La sua visione internazionale fornisce uno spazio adeguato per la diffusione e lo scambio dei risultati della ricerca, delle esperienze e delle idee. ij sostiene il confronto interdisciplinare degli esperti nelle diverse aree sanitarie, fondamentale per una migliore comprensione delle diverse situazioni. Il pubblico di infermieristica journal è composto da infermieri, educatori, amministratori e ricercatori in tutte le aree delle scienze infermieristiche e assistenziali.

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L’ASPIRAZIONE DELLA VIA AEREA ARTIFICIALE – UPGRADE 2022

Matteo Manici – Infermiere di Terapia Intensiva, AOU Parma – IT

Stefano Parise – Infermiere Specialista Clinico di Cure Intense, Ospedale Regionale di Lugano, EOC – CH

Stefano Bambi – Professore Associato Med.45 – Università degli Studi di Firenze-IT

Alberto Lucchini – Coordinatore Infermieristico Terapia Intensiva Generale, San Gerardo ASST Monza Brianza – IT

In condizioni fisiologiche le secrezioni delle mucose respiratorie (naso, cavo orale, trachea, bronchi) sono trasparenti e fluido-viscose; vengono “spazzolate” verso l’alto dalle ciglia vibratili ed espettorate all’esterno, oppure deglutite nel tratto digerente. In condizioni patologiche, le secrezioni possono assumere aspetto e caratteristiche diverse: sierose, mucose, catarrali, mucopurulente, purulente, emorragiche, ematico-gelatinose, rugginose, schiumose, fetide o fibrinose. Sfugge agli obiettivi di questo post identificare le cause eziopatogenetiche alla base della modificazione patologica delle secrezioni respiratorie, ma molte di loro sono legate a condizioni che si verificano nell’assistito e che portano al posizionamento di una via aerea artificiale (tubo endotracheale, cannula tracheostomica, tracheostomia definitiva).

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Aerosol terapia durante ventilazione meccanica. Parte 1

A cura di Alice Galesi

Background

La somministrazione di farmaci aerosolizzati è comunemente utilizzata per il trattamento di malattie polmonari [1], (ad esempio, asma, disturbi polmonari ostruttivi, fibrosi cistica, ipertensione arteriosa polmonare, malattia polmonare infettiva) [2]. L’uso dell’aerosolterapia durante la ventilazione meccanica è frequente per la somministrazione di broncodilatatori e steroidi nella broncopneumopatia ostruttiva e meno frequente per la somministrazione di antibiotici nella polmonite associata al ventilatore e nelle infezioni tracheobronchiali in pazienti con fibrosi cistica [1]. L’implementazione ottimale della terapia inalatoria nel paziente ventilato risulta complessa a causa di diversi dispositivi di aerosolizzazione, impostazioni ventilatorie, molecole e indicazioni terapeutiche [1,3]. La somministrazione di aerosol durante ventilazione meccanica è studiata da più di 30 anni, eppure non è stato individuato nessun metodo standard per l’erogazione [4]. Inoltre, da una survey internazionale emerge che le conoscenze scientifiche sembrano essere applicate raramente e si riportano anche delle pratiche potenzialmente pericolose [1]. I problemi legati all’aerosolterapia possono essere affrontati attraverso programmi educativi e di ricerca centrati sulla diffusione delle conoscenze facilmente attuabili nella pratica clinica [1].

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Nasal CPAP for neonates

Invasive mechanical ventilation induces, on the preterm neonate’s lungs, an interruption of both growth and alveolar maturation, as a direct consequence of the inflammation caused by the prolonged ventilatory support, which can increase the risk of development of bronchopulmonary dysplasia (1).

To reduce the incidence of this complication, the efficacy of noninvasive ventilation has been investigated over the past 40 years. The application of a continuous positive pressure to the airways (CPAP) is a noninvasive respiratory support technique that has been widely investigated more recently as a primary respiratory support and as a post extubation management strategy for those neonates at risk for respiratory distress syndrome (2,3)

Distinctive anatomical and physiological aspects of the neonate’s airway system

The rationale behind the efficacy of CPAP lies in some distinctive anatomical and physiological conditions of the neonate’s airway system. The neonate, as a matter of fact, is more inclined to airway obstruction and has more disadvantageous characteristics that make managing the work of breathing more difficult, such as:

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Nasal CPAP nel neonato

La ventilazione meccanica invasiva prolungata determina, sul polmone del neonato pretermine, un arresto di crescita e maturazione alveolare, conseguente all’infiammazione polmonare indotta dal supporto prolungato, a cui si correla un aumento del rischio di sviluppo di displasia broncopolmonare (1). Al fine di ridurre l’incidenza di tale complicanza, negli ultimi 40 anni si è maggiormente indagata l’efficacia della ventilazione non invasiva. L’applicazione di una pressione positiva continua nelle vie aeree (CPAP) è una tecnica di supporto non invasivo che è stata in tempi più recenti testata sia per il supporto respiratorio primario sia nella gestione post estubazione del neonato con sindrome da distress respiratorio (2,3).

Aspetti peculiari del neonato

Alla base della particolare efficacia della CPAP si pongono alcune condizioni anatomiche e fisiologiche peculiari del neonato. Il neonato presenta, infatti, una maggiore predisposizione all’ostruzione delle vie aree e “svantaggi” fisiologici nel gestire il lavoro respiratorio:

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